Enada Primavera si conferma, una volta di più, l'appuntamento clou per istituzioni ed operatori del gaming italiano. Anche ieri, nonostante la festività del Centocinquantenario della fondazione della Repubblica, l'afflusso di visitatori è stato altissimo, sia alla rassegna che nell'originale spazio allestito -al Padiglione A7 Stand75- da Adria Gaming.
Alto al pari dell'interesse suscitato negli operatori dalla convention incentrata sull'avvento poker giocato in modalità cash-game, che ha visto protagoisti Luca Pagano, professional poker player riconosciuto come colui che ha contribuito in maniera decisiva alla diffusione anche in Italia del Texas Hold'em; Giovanni Carboni, dello studio "Founder Carboni & Partner"; Barbara Bertrami, Country Manager di Pokerstars.it; coordinati nel convegno da Fabio Felici, direttore Agicos, e Stefano De Grandis, giornalista di Sky.
Nel corso del dibattito, che ha coinvolto anche alcuni operatori in sala, non si sono certo nascosti i rischi che questa modalità di gioco incarna, specie per una comunità pokeristica "giovane" come è quella italiana dove i pochi "squali" (shark, nel gergo pokeristico internazionale) rischiano di cannibalizzare i tanti "pesciolini" (fish, sempre nel gergo pokeristico) e determinare uno squilibrio tale che, se non "governato" con specifiche iniziative, potrebbe anche trasformarel'opportunità cash-game in unproblema serio per l'intero poker online. Una considerazione, questa, che non sembrapreoccupare Pagano,secondo cui "il mercato italiano, i giocatori italiani, sono pronti a fare questo passo".
Un passo che, ha anticipato Carboni, per gli operatori rappresenterebbe, entro un paio di anni, un mercato "superiore agli otto milioni di euro".